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Sergio Cofferati

Focus On

“WOMEN ON BOARDS”, INDECENTE L’IMMOBILISMO DEI GOVERNI

Sono passati più di cinque anni da quando il Parlamento Europeo ha approvato, a larghissima maggioranza, la sua posizione sulla proposta di Direttiva che affronta il tema della scarsa presenza delle donne nei consigli di amministrazione e che stabilisce che le donne debbano coprire almeno il 40% dei posti nei CdA delle imprese quotate in borsa, entro il 2020 nel settore privato ed entro il 2018 nel settore pubblico.

Nonostante tutto il tempo trascorso il Consiglio blocca ancora qualsiasi possibilità di accordo, affossando così una proposta importante.

C’è da dire per altro che quello che viene definito nella Direttiva è un obbiettivo solo apparentemente ambizioso, perché in termini di parità di genere nei luoghi di lavoro scontiamo un clamoroso e pericoloso ritardo. La presenza delle donne nei CdA rimane ancora molto lontana da una proporzione ragionevole e la cosa diventa ancora più imbarazzante se andiamo a considerare l’assegnazione delle posizioni apicali. Ed è questa solo una piccola parte del problema della disuguaglianza di genere sui luoghi di lavoro, basti pensare alle enormi differenze retributive a parità di lavoro che riguardano ancora tutti i settori ed i livelli professionali.

Molto ci sarebbe insomma da fare per costruire una vera ed effettiva parità di genere. Questo sarebbe un piccolo ma importante passo ed è imbarazzante che i Governi lo ostacolino.

La proposta di direttiva approvata dal Parlamento Europeo nel 2013.

Interrogazione orale al Consiglio.  

Qui intervento di Sergio Cofferati in plenaria:

 

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