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Sergio Cofferati

Focus On

REGENI: CONTINUIAMO A CHIEDERE VERITÀ E GIUSTIZIA PER GIULIO ANCHE DA BRUXELLES

Il 27 settembre scorso si è tenuta in Parlamento Europeo, organizzata dal mio ufficio e da quello della collega Elly Schlein, la proiezione del docu-film dal titolo “Nove giorni al Cairo. Tortura ed omicidio di Giulio Regeni”. Il racconto dei giorni trascorsi tra la scomparsa di Giulio e il ritrovamento del suo corpo. Giulio Regeni si trovava al Cairo per ricerche relative alla sua tesi come dottorando dell’Università di Cambridge. Non si sono avute sue notizie dal 25 gennaio 2016 e il suo corpo è stato ritrovato il 3 febbraio 2016 abbandonato sul ciglio di una strada alla periferia del Cairo.

Ancora oggi le responsabilità per la scomparsa, la tortura e l’omicidio di Giulio rimangono oscure. Corriamo il rischio, anche a causa di un repentino e immotivato ripristino delle normali relazioni diplomatiche con l’Egitto, di una progressiva e silenziosa abdicazione nella ricerca della verità, legata anche al ritorno dell’ambasciatore italiano al Cairo. Questa sarebbe una gravissima rinuncia a un pezzo fondamentale del nostro sistema di valori e della nostra democrazia. Sono trascorsi 20 mesi e ancora è scarsa la collaborazione da parte del governo egiziano per far luce su chi ha ordinato, eseguito e successivamente coperto l’omicidio di Giulio. Inoltre, è di pochi giorni fa la notizia dell’arresto di Ibrahim Metwaly, uno degli avvocati della Commissione legale che assiste la famiglia Regeni, e delle gravi e continue intimidazioni ai danni della Commissione stessa. Così come incredibilmente scarsa è stata la solidarietà dei governi europei che ora cercano la cooperazione di Al-Sisi per bloccare i flussi di migranti, anziché porre con forza il rispetto dei diritti umani in Egitto.

Prima della proiezione del docu-film di Carlo Bonini e Giuliano Foschini, una sala gremita ha ascoltato in religioso silenzio gli interventi di Paola Deffendi (madre di Giulio), Alessandra Ballerini (avvocato famiglia Regeni) e Carlo Bonini (co-autore e giornalista). La madre di Giulio ha ricordato come siano rimaste senza risposta le richieste che lei e il marito avevano fatto durante la loro prima visita alle istituzioni Europee quando avevano chiesto all’UE di assumere una posizione chiara e netta sulle violazioni di diritti umani, sul traffico d’armi e su altri rapporti poco limpidi con l’Egitto. Dopo la proiezione si è tenuto un dibattito durante il quale sono stati posti punti importanti per l’analisi della vicenda, come per esempio la sostanziale omertà del mondo accademico rispetto alle procedure di tutoraggio dei dottorandi in paesi critici e la mancanza di trasparenza della stessa università di Cambridge.

Durante la prima plenaria di Strasburgo, il 3 ottobre, si è tenuto un dibattito sulla priorità del partenariato UE-Egitto per il periodo 2017-2020 con la presenza del Vicepresidente della Commissione e Alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Federica Mogherini. Alcuni colleghi, soprattutto stranieri, hanno citato il caso Regeni come dirimente rispetto ai rapporti tra le due realtà se non altro per il fatto che l’Unione Europea non può accettare in silenzio che un partner con cui stringe accordi commerciali e politici violi così palesemente i diritti umani. I relatori dei principali gruppi del Parlamento Europeo hanno ribadito l’importanza del partenariato tra UE ed Egitto senza fare alcuna menzione del caso Regeni e delle altre violazioni dei diritti umani. È pertanto importante continuare a chiedere che venga fatta chiarezza, continuare a chiedere verità per Giulio, anche qui nel cuore delle istituzioni europee.

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