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Sergio Cofferati

Focus On

IL GOVERNO ITALIANO NON DIMENTICHI LA RICERCA DELLA VERITÀ SULLA MORTE DI GIULIO REGENI

È necessario continuare l’azione e le iniziative per ottenere finalmente verità e giustizia sul sequestro, la tortura e l’assassinio di Giulio Regeni. Ritengo semplicemente raccapriccianti in questo senso le dichiarazioni del Ministro dell’Interno italiano Matteo Salvini, che ha affermato in sintesi di ritenere la vicenda un problema della famiglia e di considerare più importanti le relazioni diplomatiche con l’Egitto, paese in cui l’Italia continua ad avere importanti interessi economici e geopolitici. Il brutale omicidio di Regeni non è solo una “questione di famiglia”, ma un grave problema che coinvolge tutti i cittadini italiani ed europei, perché la difesa della vita e il rispetto dei diritti umani sono presupposti imprescindibili per ogni relazioni dell’UE. Per le stesse ragioni è necessario richiedere con forza all’Egitto anche la liberazione di Amal Fathy, moglie di Mohammed Lofty, l’attivista dei diritti umani che ha aiutato e fornito assistenza legale alla famiglia Regeni nella ricerca della verità sull’uccisione di Giulio. Amal è stata infatti arrestata lo scorso 11 maggio con l’accusa di “terrorismo” a causa di un post contro la violenza sulle donne, dagli stessi servizi segreti egiziani che sembrano essere stati coinvolti nella tortura e nell’uccisione di Regeni.

Il 20 giugno scorso Antonio Tajani, Presidente del Parlamento europeo, ha avuto un incontro con il Presidente della Camera egiziano, Ali Abdel Aal. Insieme ad Elly Schlein ed Eleonora Forenza, abbiamo richiesto a Tajani di sollevare con forza durante quell’incontro il tema della tortura e della brutale uccisione di Giulio Regeni. La nostra richiesta è la stessa che ripetiamo da anni e a cui non abbiamo mai ottenuto una risposta: fare finalmente chiarezza sulla morte di Giulio.

L’articolo su Eunews.

 

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