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Sergio Cofferati

Focus On

GERUSALEMME: L’UE NON PUÒ LIMITARSI AD ESPRIMERE PREOCCUPAZIONE

Nel corso dell’ultima seduta plenaria del Parlamento europeo a Strasburgo, si è discusso dell’annuncio del Presidente americano Trump di riconoscere Gerusalemme come capitale dello Stato d’Israele. Ho sinceramente apprezzato le parole dell’Altro rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza Federica Mogherini, che ha ribadito la linea dell’UE sulla questione: Gerusalemme deve essere la capitale di due Stati distinti e l’unico modo per raggiungere tale obiettivo deve essere la ripresa dei negoziati tra le due parti in base ai confini stabiliti nel 1967.

Ritengo tuttavia che l’Unione Europea non possa limitarsi alle parole di viva preoccupazione espresse dall’Alto rappresentante, ma che si debba andare oltre e sia nostro dovere condannare chiaramente la mossa irresponsabile di Trump che, con un atto unilaterale mosso da fini di politica interna, rischia seriamente di infliggere un colpo mortale alle trattative di pace tra i due Paesi e di destabilizzare l’intera regione mediorientale indebolendo le parti più moderate.

Riconoscendo Gerusalemme come capitale dello Stato d’Israele, il Presidente americano ha inoltre sfidato apertamente la linea stabilita dalla comunità internazionale violando sia le risoluzioni dell’Onu che prevedono uno status neutrale per la città, sia la sentenza della Corte Internazionale di giustizia, che ha definito Israele potenza occupante della parte orientale di Gerusalemme. Ritengo quindi che l’Unione Europea abbia già fatto trascorrere troppo tempo prima di riconoscere la Palestina. È questo infatti un presupposto imprescindibile per la soluzione dei due Stati auspicata dalla comunità internazionale e l’unica risposta coerente alla sfida lanciata da Trump.

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