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Sergio Cofferati

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EMBRACO: NECESSARIO GARANTIRE I POSTI DI LAVORO E LA CONTINUITÀ DELL’ATTIVITÀ NEL LUNGO PERIODO

Nel gennaio scorso l’Embraco, azienda brasiliana del gruppo Whirpool, ha annunciato il licenziamento di 497 lavoratori trasferendo in Slovacchia la sua produzione di compressori per frigoriferi dallo stabilimento di Riva presso Chieri (Torino). Tale vicenda si configura come l’ennesima inaccettabile delocalizzazione a causa di fenomeni di dumping sociale e fiscale, assolutamente contrari ai valori su cui si basa l’Unione Europea e che non possono più essere tollerati.

Penso che la vicenda dell’Embraco debba rappresentare un’occasione per rilanciare la responsabilità sociale delle imprese operanti nell’Unione Europea, il loro dovere di garantire la sostenibilità nel lungo periodo della loro attività ed il futuro dei loro occupati.

Servono regole europee più chiare per impedire che un’azienda possa decidere di delocalizzare uno stabilimento con un alto livello di produttività, come quello di Riva presso Chieri, basandosi su ragioni esclusivamente finanziarie piuttosto che su considerazioni economiche di lungo termine. Le regole attualmente in vigore, anche sulla RSI, pur essendo state riscritte più volte, non sono sufficienti perché non essendo obbligatorie, ma facoltative, mettono in gioco solamente la reputazione dell’azienda.

Una delegazione di lavoratori dell’Embraco è stata a Bruxelles alcune settimane fa per una serie di incontri, che ho contribuito ad organizzare: il 27 febbraio con Luca Visentini, segretario della Confederazione dei Sindacati europei, la mattina del 28 con il Presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani e, nel pomeriggio, con numerosi eurodeputati italiani. Tali incontri hanno portato a una discussione in Plenaria sulla vicenda la scorsa settimana a Strasburgo, durante la quale sono intervenuto, e a una risoluzione sulla responsabilità sociale d’impresa, che dovrebbe essere votata dal Parlamento ad aprile.

L’intervento di Sergio Cofferati 

 

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