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Sergio Cofferati

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DISPUTE COMMERCIALI: VIA LIBERA ALLA COMPOSIZIONE RAPIDA

Il Parlamento Europeo, durante l’ultima seduta plenaria, ha approvato un progetto d’iniziativa parlamentare che punta ad istituire una procedura per la composizione rapida delle dispute commerciali.

La composizione delle dispute commerciali nell’Unione europea è oggettivamente ancora troppo lenta, ha bisogno di essere accelerata e di essere basata sull’armonizzazione di una materia, quella della cooperazione, per la quale i provvedimenti civili sono ancora tra di loro molto distanti nei paesi europei.

Un provvedimento civile accelerato per l’Europa ha dei vantaggi indubbi: non soltanto può togliere gli elementi di contrasto e di potenziale conflitto, ma può diventare anche un’occasione di grande risparmio di risorse, che poi le imprese possono utilizzare e reinvestire nell’interesse loro e delle persone con le quali hanno un rapporto, di tutti gli stakeholdes, a cominciare da quelli che lavorano in queste imprese, con l’obiettivo di non avere rischi di penalizzazione dei più deboli nelle relazioni commerciali.

Si tratta di una procedura che dovrebbe essere applicata solamente alle controversie relative alle relazioni tra imprese, tutte quelle, cioè, che non hanno conseguenze o aspetti legati a diritti o a condizioni di altre imprese o dei lavoratori. L’elemento fondamentale è che ogni procedura per la risoluzione accelerata delle dispute commerciali stabilita a livello europeo assicuri il pieno rispetto dei diritti delle parti, inclusa la possibilità, successivamente, di poter attivare un processo di carattere giudiziario.

Inoltre, il procedimento avrà carattere esclusivamente volontario e, pertanto, ci vuole il consenso di entrambi i contraenti. Non potrà essere consentita la scelta di una procedura prima che l’eventuale controversia inizi: questo è importante per le clausole contrattuali o negli accordi commerciali tra le imprese, perché ci sarebbe un rischio che una delle parti possa influenzare con la sua decisione le altre, e la parte che influenza è necessariamente e oggettivamente sempre quella più forte, a discapito delle piccole imprese.

L’intervento di Sergio Cofferati in plenaria.

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