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Sergio Cofferati

Focus On

CISGIORDANIA: SERVONO INTERVENTI IMMEDIATI CONTRO LE DEMOLIZIONI DEGLI INSEDIAMENTI PALESTINESI DA PARTE DI ISRAELE

Durante l’ultima sessione plenaria del Parlamento Europeo di Strasburgo sono intervenuto nel corso della discussione sulla situazione negli insediamenti palestinesi in Cisgiordania. Riprendendo l’impostazione presentata dall’Alto Rappresentante dell’Unione per gli Affari Esteri e la Sicurezza Federica Mogherini, ho sottolineato che soltanto l’Unione europea ha la forza politica e la credibilità per costruire un’iniziativa della comunità internazionale che porti al riconoscimento dei due Stati e, dunque, alla pace in quei territori.

Perché questo processo si avvii e perché il lavoro dell’UE abbia un effetto positivo, ho sottolineato che è indispensabile, nell’immediato, realizzare alcuni importanti obiettivi. Il primo è quello di fermare l’espansione delle demolizioni e delle colonie esistenti; il secondo è quello di chiedere un risarcimento, soprattutto dove le demolizioni hanno coinvolto strutture realizzate tramite progetti dell’Unione europea.

Dall’inizio del 2016, il numero delle strutture palestinesi demolite da Israele nell’Area C rispetto al 2015 è praticamente raddoppiato, arrivando a 891 strutture. Purtroppo la “moratoria immediata” di demolizioni e confische chiesta all’inizio del 2016 dall’UE non ha prodotto i risultati sperati, tanto che da maggio a ottobre sono state distrutte 352 strutture palestinesi di cui 106 costruite con fondi ricevuti dalla UE. E non va dimenticato che Israele è accusato di violare le leggi del diritto umanitario internazionale con queste demolizioni, dal momento che, secondo la convenzione di Ginevra, la distruzione di proprietà personali è proibita, come anche i trasferimenti forzati di masse di persone. 

Senza un risultato concreto ravvicinato nel tempo, anche il tentativo nobilissimo di creare un’iniziativa comune della comunità internazionale rischia di essere una buona intenzione che si infrange contro il muro eretto, questa volta politicamente, da parte di Israele.

L’intervento in aula di Sergio Cofferati.

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