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Sergio Cofferati

Focus On

CENSIMENTO ROM: DA SALVINI LA RICERCA DI UN NEMICO AL GIORNO

Di fronte all’evidente incapacità di fornire al paese quelle risposte importanti di cui avrebbe bisogno, la strategia politica di Matteo Salvini è quella di colmare questo vuoto attraverso la ricerca costante di un nemico da additare e fomentando odio. In alcune sue recenti dichiarazioni, ha infatti promesso di fare un censimento della popolazione Rom presente in Italia, per di più aggiungendo che “quelli italiani purtroppo ce li dobbiamo tenere”. Si tratta evidentemente di parole vergognose e inaccettabili, che hanno destato una preoccupazione generale. Il Parlamento Europeo ha deciso di discutere del tema durante l’ultima seduta plenaria a Strasburgo e, nel corso della discussione, la stragrande maggioranza di coloro che sono intervenuti hanno duramente e giustamente stigmatizzato le dichiarazioni del ministro italiano. Ci troviamo purtroppo di fronte a un ministro dell’Interno che continua a sfruttare la sua posizione per fare propaganda politica promettendo misure che riportano indietro l’Italia agli anni più bui della sua storia, contrarie alla nostra Costituzione e alla Carta europea dei Diritti dell’uomo. Sarebbe il caso che Salvini, invece di incitare all’odio, si limitasse fare il suo lavoro intervenendo per contrastare i casi di illegalità laddove esistono.

È spaventoso inoltre constatare come queste parole non rappresentino un caso isolato ma rientrino pienamente nel solco di una chiara politica portata avanti da questo governo. Prima è stato il turno del ministro della Famiglia Lorenzo Fontana, schierato contro aborto e matrimoni omosessuali, poi i frequenti attacchi da parte di Salvini ai migranti e alle ONG operanti nel Mediterraneo culminati con la chiusura dei porti e la conseguente minaccia alla vita di migliaia di persone, ed infine questa folle idea di una “schedatura” su base etnica.

L’Europa, e non solo l’Italia, si trova infatti di fronte ad un’enorme crisi di valori grazie alla quale questa retorica riesce facilmente a trovare terreno fertile. La paura del “diverso”, che tristemente caratterizza ampi settori della società europea, viene sfruttata da politici razzisti e xenofobi per guadagnare consenso e potere. È una deriva decisamente pericolosa che rischia di farci scivolare rapidamente verso tempi bui. Per questo è urgente una forte reazione, nella politica e nella società, per fermare questa ondata di odio e per riaprire una speranza.

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