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Sergio Cofferati

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BREXIT: FONDAMENTALE GARANTIRE RECIPROCITÀ NEI DIRITTI DI CITTADINANZA 

A un anno dalla decisione dei cittadini del Regno Unito di uscire dall’Unione Europea, sono da pochi giorni iniziati i negoziati tra il governo inglese e i rappresentanti delle Istituzioni Europee sul processo di uscita del Regno Unito dalla UE. Il Governo di Theresa May ha iniziato ad affrontare tre punti fondamentali della discussione: la permanenza di cittadini UE nel Regno Unito, il versamento richiesto dall’UE di decine di miliardi di euro per gli impegni finanziari assunti dal Regno Unito prima della decisione di lasciare la UE e la spinosa questione dei confini tra UE e Regno Unito, in particolare quelli tra Irlanda del Nord e Repubblica d’Irlanda a cui si connette anche il rispetto dei progressi ottenuti nel processo di pace.

Il primo incontro del 19 giugno, che ha visto come protagonisti il Segretario di Stato britannico responsabile per la Brexit David Davis e il capo negoziatore per la Commissione Europea Michel Barnier, è stato come normale ancora interlocutorio e bisognerà aspettare i prossimi mesi per arrivare ad elementi più sostanziali e specifici.

Per quanto la scelta dei cittadini del Regno Unito sia stata quella meno auspicabile, sia per i loro interessi che per la stessa Unione Europea, è importante che questa decisione venga portata avanti con il massimo rispetto della volontà degli elettori e che nessuna trattativa sul futuro assetto delle relazioni venga avviata prima che sia effettivamente definito il dettaglio dell´accordo di uscita.

Il principale elemento, che dovrebbe stare a cuore ad entrambi i negoziatori, è quello di garantire reciprocamente la pienezza dei diritti sia ai cittadini Europei residenti nel Regno Unito, sia viceversa.  Su questo punto appare ancora insufficiente la proposta avanzata da Theresa May di una garanzia limitata e a tempo determinato, ben lontana da quella proposta unilaterale di pienezza di diritti per i cittadini UE che Jeremy Corbyn ha giustamente e coraggiosamente avanzato durante l’ultima campagna elettorale.

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