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Sergio Cofferati

Focus On

ACCORDO UE-MAROCCO, ANCORA IGNORATO IL POPOLO SAHARAWI

È una storia lunga e mal scritta quella dell’accordo di libero scambio tra l’Unione Europea e il Marocco. Storia di cui il Parlamento Europeo ha scritto un’ulteriore pessima pagina.

L’accordo è stato infatti stipulato già nel 2013 e apparivano lampanti degli elementi di illegittimità o, sicuramente, di profonda ingiustizia. Il Marocco sostanzialmente beneficiava e includeva nell’accordo le risorse del Sahara Occidentale senza che i rappresentanti del popolo Saharawi fossero stati parte dell’accordo.

Bene ha fatto il Fronte Polisario a ricorrere alla Corte di Giustizia Europea che a fine 2016 ha dichiarato illegittimo l’accordo, indicando due possibili strade di risoluzione dei problemi: o la quantificazione e la separazione delle risorse provenienti dal Sahara Occidentale (cosa assai complessa) o il consenso all’accordo delle popolazioni interessante.

Il Parlamento Europeo ha ratificato invece a Strasburgo un accordo che contiene gli stessi elementi di ingiustizia e, con grossa probabilità, gli stessi elementi di illegittimità dell’accordo precedente. È stato infatti ancora ignorato il Fronte Polisario, riconosciuto dalle Nazioni Unite e dall’Unione Africana come legittimo rappresentante del popolo Saharawi.

È un doppio passo falso molto grave per l’UE: da un lato, in nome di una convenienza economica, continua a legittimare l’occupazione del Sahara Occidentale e a delegittimare il Fronte Polisario; dall’altro il tutto rischia di tradursi tra qualche anno in una nuova figuraccia, essendo possibile che di fronte a un nuovo ricorso del Fronte Polisario la Corte di Giustizia confermi l’illegittimità dell’accordo. Con molti altri colleghi sensibili al tema avevamo proposto, anche in forma cautelare, di chiedere un parere preventivo alla Corte. Ciecamente questa proposta è stata respinta e si è ratificata una pessima soluzione.

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