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Sergio Cofferati

Focus On

A DUE ANNI DALL’OMICIDIO DI GIULIO REGENI MANCANO ANCORA VERITÀ E GIUSTIZIA

Lo scorso 25 gennaio è stato l’anniversario della scomparsa del giovane ricercatore italiano Giulio Regeni. A distanza di due anni, dobbiamo tristemente constatare come non sia stata ancora fatta piena luce in merito al suo brutale omicidio.

Il solo aspetto della vicenda che in questi due anni è venuto sempre più chiaramente alla luce è il coinvolgimento dei servizi segreti e dell’apparato militare egiziano nella morte di Giulio. Proprio per questo motivo appare inaccettabile la scelta del governo italiano di normalizzare i rapporti con l’Egitto, come dimostra la decisione di rimandare un ambasciatore al Cairo del 14 agosto scorso. È fondamentale che l’Italia si mobiliti finalmente a fondo nella ricerca di giustizia per l’uccisione di Giulio, che non deve essere intralciata da interessi economici e geopolitici. Allo stesso tempo è altrettanto importante che le istituzioni europee si impegnino più attivamente nel richiedere all’Egitto, paese con cui l’Unione Europea intrattiene importanti accordi, di fare chiarezza una volta per tutte sulla vicenda e di assicurare i responsabili alla giustizia. In questo senso il Parlamento Europeo ha approvato, nel corso dell’ultima seduta plenaria a Strasburgo, un’importante risoluzione in cui ha esortato le autorità europee ad impegnarsi con le loro controparti egiziane affinché vengano individuati al più presto i responsabili della tortura e dell’assassinio di Giulio Regeni.

Da parte nostra è fondamentale tenere alta l’attenzione sulla vicenda impedendole di scivolare nell’oblio. Dobbiamo continuare a chiedere all’Italia, all’Europa e alla stessa Università di Cambridge, a cui diverse volte è stata criticata una mancanza di trasparenza, di attivarsi seriamente per far venire finalmente alla luce la verità sulla morte di Giulio ed ottenere giustizia.

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